La nostra storia

Da un’emergenza condivisa a un progetto che continua a prendersi cura: una rete stabile di ascolto, relazione e presenza, cresciuta con le persone e pensata per restare vicina a chi attraversa momenti di fragilità.

Però Parliamone nasce nel marzo 2020, durante la pandemia da Covid-19, in collaborazione con il circolo ARCI Sparwasser. In un momento di profonda incertezza e vulnerabilità collettiva, abbiamo dato vita a uno sportello gratuito di supporto psicologico e psicoterapeutico, pensato per sostenere chi si trovava ad affrontare paura, smarrimento e solitudine, aggravati dall’isolamento forzato e dal distanziamento sociale imposti dal lockdown nazionale.

In questo contesto critico ed emergenziale, il nostro servizio ha rappresentato un punto di riferimento immediato e accessibile, offrendo un’alternativa concreta al sistema sanitario pubblico, già sovraccarico di richieste. Il nostro impegno nasce dalla convinzione che la salute mentale debba essere un diritto , non un privilegio.

Condividendo una visione comune e un obiettivo etico e sociale, al termine dell’emergenza sanitaria abbiamo scelto di trasformare quell’esperienza in qualcosa di duraturo, diventando non più uno sportello ma un’associazione, riorganizzando e ampliando il nostro servizio, coinvolgendo un numero crescente di psicoterapeuti che collaborano con noi condividendo la nostra visione.

Ciascuno di noi ha messo a disposizione le proprie competenze professionali per continuare ad accogliere, sia online che in presenza, le richieste provenienti da individui, coppie e famiglie in difficoltà, da tutta Italia e dall’estero.

Ci siamo impegnati a mantenere il primo colloquio gratuito ritenendolo fondamentale per favorire l’avvicinamento di molte persone al mondo del benessere psicologico e per aiutare a superare resistenze spesso radicate in una cultura permeata da stereotipi e pregiudizi.

Oggi il nostro obiettivo resta quello di offrire un servizio di psicoterapia serio, competente e umano , capace di adattarsi alla singolarità di ogni persona, rispettandone i bisogni e le storie, in un contesto accogliente, inclusivo ed economicamente accessibile.

"Là dove c'è vita c'è follia.
La vita non è l'adattamento sociale. La vita non è l'ora di terapia. La vita non è in nessun contesto interpersonale.
La vita è l'espressione della totalità del Sé, l'individuazione interiorizzata di una fierezza creativa e personale.
È la negazione della schiavitù nei confronti della razionalità del conformismo, dei vincoli della cultura, del tempo, dello spazio e dell’angoscia."

- C. A. Whitaker -